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Convegno Annuale SIdM (18 – 20 ottobre), Matera

Il Convegno Annuale della SIdM si terrà, dal 18 al 20 ottobre, a Matera presso il Conservatorio di Musica “E. Duni” e l’Università degli Studi della Basilicata.

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Levi Campus 2020 (13-18 Gennaio) IV Edizione

Ciclo di seminari interdisciplinari Levi per dottorati con discipline musicologiche


Tecniche di composizione nella teoria e nella prassi: casi emblematici

Nella storia della musica il rapporto fra teoria e prassi nelle tecniche compositive presenta possibilità di interpretazioni complesse, sia per l’alternanza del primato nelle reciproche interazioni sia per il mutare di significato dei due concetti nel corso dei secoli, sempre comunque più o meno profondamente improntati alle antiche radici filosofiche greche. I seminari intendono proporre, sulla base di casi emblematici, momenti fondamentali dei processi di questa relazione.

Organizzazione. All’introduzione generale seguiranno otto seminari (3 ore ciascuno), svolti da docenti dalla specializzazione internazionalmente riconosciuta. Sulla base delle esperienze maturate nelle tre edizioni precedenti e dei suggerimenti pervenuti, la partecipazione interattiva dei dottorandi sarà facilitata attraverso la preliminare costituzione di gruppi di discussione, i cui criteri e compiti saranno decisi collegialmente, e la struttura dei singoli seminari che prevede i necessari spazi per i loro interventi.

I seminari si terranno dal 13 al 18 gennaio 2020, a Venezia, nella sede della Fondazione Levi, Palazzo Giustinian-Lolin sul Canal Grande.

Per la visione dell’intero programma rimandiamo al sito ufficiale della Fondazione Ugo e Olga Levi

Stati generali della musicologia italiana (Roma, 14 novembre 2019)

Su iniziativa della Società Italiana di Musicologia giovedì 14 novembre 2019 ore 10.00 alla Sala Koch di Palazzo Madama presso il Senato della Repubblica (Piazza San Luigi de’ Francesi, 9 – Roma) si svolgeranno gli Stati generali della musicologia italiana.

La musicologia italiana attraverso gli “stati generali” intende promuovere una serie di riflessioni e il confronto su temi riguardanti l’educazione storico-musicale, gli insegnamenti musicologici, la valorizzazione del settore dei beni musicali e la ricerca musicologica in Italia.

All’incontro parteciperanno esponenti del Governo, del Miur, del Mibact e delle forze politiche nazionali.

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Premio Internazionale “Alfredo Casella”- I Edizione 2019

1. La Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, d’intesa con Fiamma Nicolodi, istituisce il I Premio internazionale “Alfredo Casella” di 10.000 EU destinato a studiosi italiani e stranieri che non abbiano superato i 40 (quaranta) anni di età al momento della scadenza del bando, per lo svolgimento di un progetto di ricerca a carattere prevalentemente musicologico concernente la musica del primo Novecento italiano nel suo contesto storico e culturale. Periodo, questo, che in tempi recenti sta incontrando un rinnovato interesse nelle Università, Conservatori, istituzioni musicali e case discografiche. L’intestatario del premio, Alfredo Casella (Torino, 1883-Roma, 1947), compositore, interprete, didatta, saggista, ne fece parte come figura rappresentativa.

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Digital Sounds – New Technologies and Sonic Heritage (Roma 18-20 settembre 2019)

Digital Sounds – New Technologies and Sonic Heritage

The digitalization fundamentally changes our understanding and perception of music and sound. Until the late 19th century the primary form of making sounds reproducible was through notation. By the early 20th century technological advances had eventually led to the capturing of music and sounds with ever greater precision and better quality, making recordings not only available to a larger audience but also retrievable on demand. The latest step in this development is the introduction of digital recording systems in the 1970s, which came to revolutionize the music market—first with the Compact Disc and later with MP3 and other audio formats.

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Geografie sonore. Il suono come elemento dello spazio urbano nell’Italia dell’età moderna (Bologna, 11-14 settembre 2019)

In un contributo dedicato al paesaggio sonoro delle città europee della prima epoca moderna, apparso nel 2003 sulla rivista Urban History,David Garrioch ha messo in luce l’importante funzione che il suono riveste come parte essenziale di un organismo urbano. Il suono dà vita a un sistema semiotico che permette agli abitanti di una città di orientarsi nel tempo e nello spazio, di essere informati, di partecipare alla vita sociale come parte di una comunità di consapevoli ascoltatori, in grado di decifrare e dare un senso all’azione collettiva dello spazio urbano in cui vivono.

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Call for papers – Lo stile della saggistica critica sulle arti

«Il saggio è anzitutto il genere letterario del pensiero critico e antidogmatico: ha perciò esercitato una funzione essenziale nello sviluppo della cultura occidentale. Dietro la sua forma si può leggere la crescita storica dell’individuo moderno, ma anche della pubblica discussione e della ragione critica applicata a temi di interesse collettivo». Così scrive Alfonso Berardine

 

lli, uno degli studiosi italiani più autorevoli del genere saggio. Precisa, dopo qualche anno, Remo Ceserani che il saggio «può essere considerato la forma concreta in cui si realizza in modo esplicito e plastico l’incontro tra le discipline», essendo «la forma interdisciplinare per eccellenza». L’obiettivo del n. 16-17 di «Poli-femo» è quello di studiare proprio la plasticità 

stilistica del genere saggio e di analizzare in particolare le caratteristiche della saggistica critica sulle arti: quali invenzioni, quali strutture, quali figure retoriche, quali riferimenti intertestuali, quali strategie comunicative vengono scelte da chi riflette sulle arti.

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Rethinking the Soundscape. Musical Events and the Soundscape of Italian Cities, XVI-XIX Century

The research project Soundscape and musical events in Italy, XVI-XIX century. Patronage, performance practice, critical editions is inspired by recent interdisciplinary perspectives opened by studies on the soundscape and urban
historiography. It aims to open the discussion about the meaning of soundscape in early modernity (1500-1800).

Researching into music in the physical, symbolic, social and cultural space of the city means problematize the
relationships that determine the diversity of musical practices, interpreting them through the concepts of
image, place, representation, scenery, space and territory. Historians of music are solicited to shift the focus from
individuals to communities, which modelled the city space physically and acustically, through civic and religious
practices; it is also necessary to interrogate how the interaction among soundscape, space and urban scenery
impacted on the construction of the identity of the city. By stressing the idea that the space is socially constructed
through diverse conceptions (of practice, of representation and as a space of representation) it is possible to widen
scholarly perspectives about “music in”, recontextualizing the musical object we analyse in time and space.

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Musica per film: lascito e ricordi di Sergio Miceli

Dopo secoli di attenzione rivolta alla circolazione degli esemplari e alle raccolte librarie antiche di illustrissimi autori e collezionisti, si sono registrate negli ultimi venticinque anni, in ambito biblioteconomico, preziose riflessioni sulle ‘biblioteche di persona’ e più specificamente ‘d’autore’, con particolare riferimento al Novecento. Le definizioni discendono da un’esigenza al contempo culturale e gestionale: culturale perché l’intero patrimonio librario di un autore è parte costitutiva rilevante del suo archivio, e lo stato in cui il possessore lo ha lasciato è o può essere significativo; gestionale perché la distinzione tra biblioteca e archivio ha avuto e avrà ripercussioni sul trattamento di archivi prodotti da persone, famiglie e organizzazioni, che includono una parte ‘libraria’.

La biblioteca di Sergio Miceli (1944-2016), recentemente acquisita dalla Fondazione Levi, contiene i testi musicologici e di musica per film appartenuti al musicologo scomparso recentemente. Unanimemente considerato il fondatore degli studi sulla musica cinematografica in Italia, Miceli ha dedicato la sua attività di ricerca alla produzione di Nino Rota, Ennio Morricone, Franco Piersanti e allo studio delle funzioni della colonna sonora nel cinema di Federico Fellini, Sergio Leone e altri esponenti di rilievo del cinema italiano e americano. I suoi manuali, saggi e analisi sono un punto di riferimento per gli studi del settore. Miceli ha voluto espressamente che il patrimonio librario della sua biblioteca fosse donato alla Fondazione Levi affinché fosse messo a disposizione degli studiosi.

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Call for papers: Linguaggi, esperienze e tracce sonore sulla scena (L’Aquila, 15-16 novembre 2018)

In quanto evento performativo, il teatro nasce come esperienza multimediale, in cui le diverse componenti verbali, visive, uditive e coreutiche acuiscono la percezione polisensoriale dello spettatore e lo rendono fruitore di una molteplicità di linguaggi che si intrecciano tra loro, contaminando e ampliando campi semantici di diversa natura. In particolare, l’elemento sonoro risulta imprescindibile dall’azione scenica in quanto tale: sia esso presente o del tutto assente, articolato in partiture musicali o declinato in rumori o performance vocali, è in grado di suscitare emozioni e reazioni emotive per via alogica e intuitiva.

Rispetto al rapporto dialettico tra sezioni corali e scene recitate del teatro greco antico, in cui il drammaturgo era al tempo stesso compositore, maestro del coro e molto spesso attore, nello sviluppo del teatro musicale delle epoche successive, come il Singspiel tedesco, il melodramma o l’opera lirica, viene meno la co-autorialità tra l’aspetto testuale e quello sonoro-musicale. Solo a partire dalla nascita dei Performative Studies è stata riportata al centro della critica teatrale la totalità materiale dell’evento scenico, vissuto come esperienza corporea, spaziale e sonora tra artista e fruitore. Nel teatro contemporaneo la componente musicale acquista sempre più rilievo, servendosi anche delle declinazioni più articolate dell’elemento sonoro: rumori, lamenti, suoni quotidiani registrati dal vivo che, anche grazie all’introduzione delle nuove tecnologie elettroniche e digitali, acquistano sempre più il ruolo di componente materiale e spaziale sulla scena. Lo stesso silenzio è utilizzato come elemento sonoro, così come le pause in una partitura. 
Sulla scia di queste suggestioni, ci si propone di analizzare le relazioni che intercorrono tra la sfera sonora della performance teatrale, intesa come somma organizzata dei messaggi sonori che pervengono all’orecchio dello spettatore, e tutte le altre componenti dell’evento scenico: testo drammaturgico, elementi visuali, spazi e tempi della resa scenica, corporeità dell’attore. L’indagine 
sarà condotta in una prospettiva comparata tra rappresentazioni teatrali tra loro distanti nel tempo e nello spazio: dal teatro classico al melodramma o all’opera lirica, dal teatro moderno a quello contemporaneo, dal teatro occidentale a quello orientale, al fine di rintracciare gli esiti diversi di dinamiche relazionali tra elemento sonoro e quello performativo, che mutano nel tempo e si 
adattano a culture e ad esigenze comunicative differenti. 
 
SPUNTI DI RIFLESSIONE 
 
– Teatro antico e linguaggi musicali 
 
1. Interazione scenica dell’aspetto metrico, musicale e sonoro della performance. Nella dialettica tra prosa ritmica e componente musicale, tra il messaggio veicolato dalla parola degli attori e quello affidato alla esecuzione coreutica, è possibile percepire un 
cambiamento di ritmo scenico, che condiziona anche la fruizione emotiva del dramma da parte del pubblico. 
2. Il ruolo e la resa scenica dei diversi strumenti musicali impiegati nelle esecuzioni corali. 
l’utilizzo della vocalità degli attori nelle esecuzioni delle parti liriche corali e solistiche.
3. Le componenti sonore della messa in scena antica (lamenti, rumori, grida, esclamazioni inarticolate), deducibili da una lettura performativa del testo drammatico. 
4. La pratica del riuso della musica popolare antica nelle esecuzioni coreutiche della scena. 
 
– Musica a teatro: opera e drammi musicali 
 
1. Le differenze performative tra una teatralità mista di recitazione e canto e il dramma integralmente musicato. 
2. Le conseguenze di una progettazione disgiunta della componente testuale e della partitura musicale sull’aspetto semantico, ritmico e performativo della rappresentazione. 
3. L’alternanza fra aria e recitativo nel contesto narrativo e performativo dell’opera; ruolo dell’orchestra nella narrazione drammatica. 
4. La modalità esecutive: relazione tra gli aspetti attoriali e musicali nel “recitar cantando” per la definizione delle connotazioni emotive e caratteriali del personaggio. 
 
– Tracce, esperienze e linguaggi sonori nel teatro moderno e contemporaneo 
 
1. La funzione dell’elemento musicale nel contesto scenico: intermezzo, accompagnamento dell’azione, straniamento, narrazione. 
2. Il ruolo strutturale degli elementi acustici (vocali, fonici, rumori di scena) nel contesto narrativo, performativo e relazionale dei personaggi e il loro valore semantico e/o simbolico. 
3. Riproducibilità dell’elemento sonoro sulla scena, eseguito dal vivo o riprodotto mediante l’impiego di tecnologie digitali, in considerazione del differente condizionamento ricettivo da parte del pubblico. 
4. Interconnessioni tra la sfera uditiva, visiva e corporea dell’atto performativo, ivi comprese le esperienze di contaminazione fra spazio, musica, voce e gesto del Nuovo Teatro musicale. 
5. Sperimentalismo musicale: pastiche, riuso e adattamento dei diversi generi musicali al linguaggio del teatro.  

– Musica rituale a teatro tra Oriente e Occidente 
 
1. La relazione tra la componente musicale e la ritualità religiosa dell’atto scenico. 
2. La funzione narrativa e/o evocativa dell’elemento musicale nella performatività codificata e simbolica del teatro orientale. 
3. Interazione tra la componente musicale e i codici del movimento del corpo in scena. 
 
Dottorandi, dottori di ricerca e studiosi non strutturati interessati a partecipare sono invitati a inviare, entro il 15 luglio 2018, un abstract di 300 parole e una breve nota bio-bibliografica all’indirizzo mail: 
 
gclinguaggimusicali.univaq@gmail.com 
 
È previsto che gli interventi abbiano una durata di 20 minuti ciascuno. Il comitato scientifico si riserva la selezione delle proposte in base alla qualità e alla pertinenza rispetto alle tematiche del convegno. 
 
Lingue di lavoro: italiano e inglese 
Non sono previsti rimborsi per i relatori. 
 
Progetto scientifico: 
Maria Arpaia (Università di Napoli “L’Orientale”) 
Angela Albanese (Università di Verona, Università di Modena e Reggio Emilia)