ASSOCIAZIONE FRA DOCENTI UNIVERSITARI ITALIANI DI MUSICA - ADUIM

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QUALCHE CONSIDERAZIONE IN MERITO ALLA BOCCIATURA DEI PROGETTI DI RICERCA DI AMBITO MUSICOLOGICO (COFIN 2004)

 

LETTERA APERTA DEL COMITATO DIRETTIVO DELL’ADUIM

 

 

Nel 2004, secondo la prassi, i musicologi italiani hanno presentato al competente ministero nove domande di finanziamento per altrettanti progetti di ricerca biennali (i cosiddetti PRIN, chiamati anche ex 40%). Di queste nove domande, otto sono state bocciate. Ed è in merito a queste che intendiamo informare gli interessati.

   Il sistema di valutazione è molto articolato. L’apposita Commissione dei Garanti, nominata o confermata ogni anno dal ministro, incarica due revisori anonimi per ogni progetto. Secondo il regolamento, non possono far parte del pool i «più direttamente interessati» in quello stesso anno «perché essi stessi coordinatori di programmi o responsabili di unità». Ma chi partecipa al progetto senza essere né coordinatore nazionale né responsabile di unità locale può valutare altre proposte. E, di fatto, nel 2004 questo è avvenuto.

   Non sono finanziabili i progetti che abbiano conseguito da parte dei revisori:

– una media inferiore a 7/10 nelle domande 1, 2, 3 (qualità del progetto);

– una media inferiore a 6/10 nelle domande 4, 5, 6 (fattibilità del progetto);

– una valutazione complessiva a livello C.

   In genere i giudizi richiesti sono due. Se da uno dei due emerge «un vizio tale da comprometterne la validità» si ricorre a un terzo referee che funge da arbitro. In base a questo parere, viene espunto il giudizio minoritario. Per il vizio di forma vale esclusivamente la decisione dei garanti. Non ci sono numeri né livelli che forniscano un criterio oggettivo: per esempio una valutazione di tipo A (da finanziare) e una di tipo C (da non finanziare) possono convivere pacificamente.

   In sede di valutazione non si prevede di dare alcun peso ai risultati delle ricerche finanziate in precedenza con denaro pubblico.

   Il punteggio medio del programma corrisponde ovviamente alla media dei due revisori accolti. Si esprime in settantesimi perché le domande a cui rispondere sono sette. Ma va convertito in decimi dividendo per sette il risultato. Si calcola poi la media dell’area corrispondente (umanistica, biomedica, clinica, giuridica, eccetera).

   A ciascun progetto viene assegnato un numero che risulta da una semplice equazione di primo grado, calcolato come «rapporto tra lo scarto rispetto alla media dell’area e lo scarto positivo massimo dell’area stessa». Ovviamente il numero dev’essere positivo (se negativo, il progetto è sotto la media dell’area) e andrà da zero (punteggio pari alla media dell’area) a uno (punteggio pari al valore massimo dell’area stessa che sarà 10/10). In base a questo numero i progetti vengono elencati in una graduatoria unica, senza distinzione di area, e finanziati fino all’esaurimento delle risorse.

   La copertura non arriva allo scarto zero. Nel 2004, per l’area umanistica, si è fermata allo scarto + 0,23453. Se si pensa che lo scarto massimo è pari a uno, questo numero non è banale come sembra.

   Il sistema non è trasparente perché i risultati vengono presentati in rete disaggregati e divisi per aree o per atenei. La graduatoria generale non viene pubblicata. Probabilmente non si tratta di un caso. Supponiamo che un illustre clinico non arrivi alla soglia del finanziamento perché una pioggia di quattrini è stata drenata da un progetto assurdo. Forse non rimarrebbe in silenzio.

   Dai giudizi che l’ADUIM pubblica nel proprio sito, si vede che:

 

1. Il referee che voglia affossare uno o più progetti per ragioni personali o esistenziali può farlo assegnando una media inferiore a 7 (per esempio: 6,75) nelle domande n. 1, 2, 3 oppure una media inferiore a 6 (per esempio: 5,75) nelle domande che mostrano i nomi dei proponenti (n. 5, 6). Un simile referee, sempre lo stesso e facilmente identificabile grazie agli errori di ortografia che commette, ha escluso in partenza cinque progetti.

 

2. A norma di regolamento il referee dovrebbe motivare dettagliatamente il proprio giudizio, facendo corrispondere il voto alla valutazione. Nel caso del settore musicologico invece, i revisori si sono espressi in modo vago e tautologico oppure si sono contraddetti dando un punteggio basso e incoerente rispetto al giudizio. Proprio un simile referee ha messo al tappeto il quinto progetto (per esempio: il «significativo contributo» alle conoscenze prende 6 = sufficiente).

 

3. Il progetto che inciampa in due revisori amici disposti a valutare la proposta col massimo (70/70) alza la media dell’area danneggiando gli altri che non riescono a raggiungerla nemmeno se hanno conseguito due valutazioni positive. Questo fenomeno ha colpito il settimo progetto che, pur avendo evitato i casi 1 e 2, non raggiunge la media.

 

4. Soltanto l’ottavo progetto ha superato la media dell’area. Ma non ha raggiunto la soglia del finanziamento (+ 0,23453).

 

5. Nel caso dei progetti del settore musicologico bocciati nel 2004, i giudizi di revisori stranieri erano soltanto due su sedici.

 

 

ELENCO DEI PROGETTI BOCCIATI

 

1. coordinatore nazionale Anna Laura Bellina

– unità e responsabili: Ferrara (Paolo Fabbri), Milano (Francesco Degrada), Padova 1 (Anna Laura Bellina), Padova 2 (Bruno Brizi)

– titolo: L’opera in rete. Portale, banca dati del libretto e censimento dell’aria

 

2. coordinatore nazionale Lorenzo Bianconi

– unità e responsabili: Bologna 1 (Lorenzo Bianconi), Bologna 2 (Angelo Pompilio), Pisa (Francesco Giuntini), Siena (Andrea Chegai)

– titolo: CHIRONE. Modelli di trasmissione del sapere musicale

 

3. coordinatore nazionale Gianmario Borio

– unità e responsabili: Cassino (Susanna Pasticci), Pavia (Gianmario Borio), Napoli Orientale (Giampiero Moretti).

– titolo: Storia dei concetti musicali

 

4. coordinatore nazionale Rossana Dalmonte

– unità e responsabili: Bologna (Mario Baroni), Padova (Elisa Grossato), Palermo (Paolo Emilio Carapezza), Roma 1 (Simonetta Lux), Trento (Rossana Dalmonte), Tuscia (Elisabetta Cristallini), Venezia (Giovanni Morelli)

– titolo: Maestri del Novecento e giovani compositori: archiviazione, studio, innovazione

 

5. coordinatore nazionale Sergio Durante

– unità e responsabili: Calabria (Massimo Privitera), Padova (Sergio Durante), Torino (Ferruccio Tammaro)

– titolo: Lessico italiano della musica nel Rinascimento

 

6. coordinatore nazionale Francesco Luisi

– unità e responsabili: Bologna (Franco Alberto Gallo), Chieti (Giancarlo Rostirolla), Palermo (Ivano Cavallini), Parma (Francesco Luisi), Roma LUMSA (Maria Rossana Caira Lumetti)

– titolo: Francesco Buti. Drammaturgia musicale e politica culturale

 

7. coordinatore nazionale Guido Paduano

– unità e responsabili: Bergamo (Virgilio Bernardoni), Pavia (Michele Girardi), Pisa (Guido Paduano), Torino (Giorgio Pestelli)

– titolo: L’opera prima dell’opera. Letteratura, teatro e musica in Italia dal 1870 al 1920: fonti, libretti, intertestualità

 

8. coordinatore nazionale Luisa Zanoncelli

– unità e responsabili: Cagliari (Antonio Trudu), Firenze (Fiamma Nicolodi), Napoli (Renato Di Benedetto), Udine (Luisa Zanoncelli)

– titolo: Banca dati della critica musicale italiana (1900-1950)