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ASSOCIAZIONE FRA DOCENTI
UNIVERSITARI ITALIANI DI MUSICA - ADUIM c/o Dipartimento di Musica e
Spettacolo -Università degli Studi di Bologna via Barberia 4 - 40123 Bologna tel. 051 2092000, fax 051 2092001
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QUALCHE CONSIDERAZIONE IN
MERITO ALLA BOCCIATURA DEI PROGETTI DI RICERCA DI AMBITO MUSICOLOGICO (COFIN
2004) LETTERA APERTA DEL COMITATO DIRETTIVO DELL’ADUIM Nel 2004, secondo la prassi,
i musicologi italiani hanno presentato al competente ministero nove domande
di finanziamento per altrettanti progetti di ricerca biennali (i cosiddetti PRIN,
chiamati anche ex 40%). Di queste nove domande, otto sono state bocciate. Ed
è in merito a queste che intendiamo informare gli interessati. Il sistema di valutazione è molto articolato.
L’apposita Commissione dei Garanti, nominata o confermata ogni anno dal
ministro, incarica due revisori anonimi per ogni progetto. Secondo il regolamento,
non possono far parte del pool i «più direttamente interessati» in
quello stesso anno «perché essi stessi coordinatori di programmi o
responsabili di unità». Ma chi partecipa al progetto senza essere né
coordinatore nazionale né responsabile di unità locale può valutare altre
proposte. E, di fatto, nel 2004 questo è avvenuto. Non sono finanziabili i progetti che abbiano
conseguito da parte dei revisori: – una
media inferiore a 7/10 nelle domande 1, 2, 3 (qualità del progetto); – una media inferiore a 6/10
nelle domande 4, 5, 6 (fattibilità del progetto); – una valutazione complessiva
a livello C. In genere i giudizi richiesti
sono due. Se da uno dei due emerge «un vizio tale da comprometterne la
validità» si ricorre a un terzo referee che funge da arbitro. In base
a questo parere, viene espunto il giudizio minoritario. Per il vizio
di forma vale esclusivamente la decisione dei garanti. Non ci sono numeri né
livelli che forniscano un criterio oggettivo: per esempio una valutazione di
tipo A (da finanziare) e una di tipo C (da non finanziare) possono convivere
pacificamente. In sede di valutazione non si prevede di dare alcun
peso ai risultati delle ricerche finanziate in precedenza con denaro pubblico. Il punteggio medio del programma corrisponde
ovviamente alla media dei due revisori accolti. Si esprime in settantesimi
perché le domande a cui rispondere sono sette. Ma va convertito in decimi
dividendo per sette il risultato. Si calcola poi la media dell’area
corrispondente (umanistica, biomedica, clinica, giuridica, eccetera). A ciascun progetto viene assegnato un numero che
risulta da una semplice equazione di primo grado, calcolato come «rapporto
tra lo scarto rispetto alla media dell’area e lo scarto positivo massimo
dell’area stessa». Ovviamente il numero dev’essere positivo (se negativo, il
progetto è sotto la media dell’area) e andrà da zero (punteggio pari alla
media dell’area) a uno (punteggio pari al valore massimo dell’area stessa che
sarà 10/10). In base a questo numero i progetti vengono elencati in una
graduatoria unica, senza distinzione di area, e finanziati fino
all’esaurimento delle risorse. La copertura non arriva allo scarto zero. Nel 2004,
per l’area umanistica, si è fermata allo scarto + 0,23453. Se si pensa che lo
scarto massimo è pari a uno, questo numero non è banale come sembra. Il
sistema non è trasparente perché i risultati vengono presentati in rete
disaggregati e divisi per aree o per atenei. La graduatoria generale non
viene pubblicata. Probabilmente non si tratta di un caso. Supponiamo che un
illustre clinico non arrivi alla soglia del finanziamento perché una pioggia
di quattrini è stata drenata da un progetto assurdo. Forse non rimarrebbe in
silenzio. Dai giudizi che l’ADUIM pubblica
nel proprio sito, si vede che: 1. Il referee che
voglia affossare uno o più progetti per ragioni personali o esistenziali può
farlo assegnando una media inferiore a 7 (per esempio: 6,75) nelle domande n.
1, 2, 3 oppure una media inferiore a 6 (per esempio: 5,75) nelle domande che
mostrano i nomi dei proponenti (n. 5, 6). Un simile referee, sempre lo
stesso e facilmente identificabile grazie agli errori di ortografia che
commette, ha escluso in partenza cinque progetti. 2. A norma di regolamento il referee
dovrebbe motivare dettagliatamente il proprio giudizio, facendo corrispondere
il voto alla valutazione. Nel caso del settore musicologico invece, i
revisori si sono espressi in modo vago e tautologico oppure si sono
contraddetti dando un punteggio basso e incoerente rispetto al giudizio.
Proprio un simile referee ha messo al tappeto il quinto progetto (per esempio: il «significativo
contributo» alle conoscenze prende 6 = sufficiente). 3. Il progetto che inciampa
in due revisori amici disposti a valutare la proposta col massimo (70/70)
alza la media dell’area danneggiando gli altri che non riescono a
raggiungerla nemmeno se hanno conseguito due valutazioni positive. Questo fenomeno ha colpito il settimo progetto che, pur
avendo evitato i casi 1 e 2, non raggiunge la media. 4. Soltanto
l’ottavo progetto ha superato la media dell’area. Ma non ha raggiunto la
soglia del finanziamento (+ 0,23453). 5. Nel caso dei progetti del
settore musicologico bocciati nel 2004, i giudizi di revisori stranieri erano
soltanto due su sedici. ELENCO DEI PROGETTI BOCCIATI 1. coordinatore
nazionale Anna Laura Bellina – titolo: L’opera
in rete. Portale, banca dati del libretto e censimento dell’aria 2.
coordinatore nazionale Lorenzo Bianconi – titolo: CHIRONE. Modelli di trasmissione del
sapere musicale 3.
coordinatore nazionale Gianmario Borio – titolo: Storia
dei concetti musicali 4.
coordinatore nazionale Rossana Dalmonte – titolo: Maestri
del Novecento e giovani compositori: archiviazione, studio, innovazione 5.
coordinatore nazionale Sergio Durante – titolo: Lessico
italiano della musica nel Rinascimento 6.
coordinatore nazionale Francesco Luisi – titolo: Francesco
Buti. Drammaturgia musicale e politica culturale 7.
coordinatore nazionale Guido Paduano 8.
coordinatore nazionale Luisa Zanoncelli – titolo: Banca
dati della critica musicale italiana (1900-1950)
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