Call for papers - Lo stile della saggistica critica sulle arti

«Il saggio è anzitutto il genere letterario del pensiero critico e antidogmatico: ha perciò esercitato una funzione essenziale nello sviluppo della cultura occidentale. Dietro la sua forma si può leggere la crescita storica dell’individuo moderno, ma anche della pubblica discussione e della ragione critica applicata a temi di interesse collettivo». Così scrive Alfonso Berardinelli, uno degli studiosi italiani più autorevoli del genere saggio. Precisa, dopo qualche anno, Remo Ceserani che il saggio «può essere considerato la forma concreta in cui si realizza in modo esplicito e plastico l’incontro tra le discipline», essendo «la forma interdisciplinare per eccellenza». L’obiettivo del n. 16-17 di «Poli-femo» è quello di studiare proprio la plasticità stilistica del genere saggio e di analizzare in particolare le caratteristiche della saggistica critica sulle arti: quali invenzioni, quali strutture, quali figure retoriche, quali riferimenti intertestuali, quali strategie comunicative vengono scelte da chi riflette sulle arti.

Si danno dunque per acquisite le indagini sulla definizione problematica del saggio, sulla molteplicità dei temi, sulla soggettività ed eccentricità di un pensiero che procede tra dubbi e contraddizioni. Da Theodor W. Adorno a Roland Barthes, da Klaus Weissenberger a Alfonso Berardinelli a Giulia Cantarutti, sono numerose e importanti le riflessioni teoriche su un genere aperto con cui «Poli-Femo» intende dialogare dal punto di vista della critica delle arti. Tutte le arti: non solo quelle letterarie (poesia, romanzo ecc.), ma anche e soprattutto quelle visive (pittura, scultura ecc.), performative (musica, danza, teatro, teatro musicale ecc.), costruttive (architettura, design), quelle dell'immagine tecnologica post-meccanica (ferma o in movimento:
fotografia, cinema, videoarte ecc.) e tutte quelle nate in epoca più recente come ibridi o estensioni o torsioni delle arti tradizionali (installazione, performance art, land art, net art, fumetto ecc.).

«Poli-Femo» sollecita pertanto i ricercatori delle varie discipline – quelle letterarie e quelle delle altre arti – a proporre articoli rivolti allo studio dello stile semiotico-linguistico-letterario della critica. Parlare di stile non significa parlare di «bella scrittura» ma occuparsi di come un saggio è fatto, sia che si decida di analizzare i lavori di un singolo autore e/o di una eventuale “scuola” (Roberto Longhi e /o i “longhiani”, ad esempio), sia che si scelga di leggere più autori che si sono occupati di una specifica arte (i teorici del Movimento Moderno in architettura, ad esempio), sia ancora che lo studio critico riguardi arti diverse (letteratura e cinema, letteratura e musica, tra gli altri).

Tra gli argomenti che potranno essere sviluppati si ricordano anche:

  • Le origini dello stile saggistico (nelle forme epistolare, dialogica, trattatistica), gli sviluppi otto-novecenteschi e le trasformazioni della scrittura in rete;
  • La permeabilità del linguaggio critico rispetto alla disciplina artistica;
  • Il rapporto tra gerghi tecnici e istanze della pubblicistica divulgativa;
  • La complessità di una scrittura soggettiva che descrive e interpreta elementi di realtà artistiche;
  • La scrittura saggistica di genere;
  • La convergenza tra forme del discorso (morfologia, sintassi, figure retoriche) e forme del pensiero (diverse sono ad esempio la descrizione di un oggetto e la narrazione dell’esperienza con quell’oggetto).

Altre proposte di studio sull’argomento offerte da quanti intendono collaborare al volume verranno vagliate dal Comitato Scientifico, al fine di ampliare l’esplorazione intrapresa in questo numero della Rivista. Si accettano contributi in italiano, inglese e francese. A tal fine la Redazione propone il seguente calendario di scadenze: passaggio preliminare ed essenziale è
l’invio, all’indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , di un abstract (min.10/max.20 righe), keywords e di un breve curriculum vitae del proponente, entro il 20 maggio 2019 (termine ultimo). La Redazione confermerà agli autori l’accettazione dei contributi entro il 3 giugno 2019. La consegna del contributo è fissata al 30 settembre 2019. Tutti i contributi saranno sottoposti a double blind peer review. Il numero, curato dalla Prof.ssa Lucia Rodler e dal Prof. Stefano Lombardi Vallauri, sarà pubblicato nel dicembre 2019.

 
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